Pubblicato il 1° Report sul Privacy Shield EU-USA

Luigi Pirro Normativa Internazionale Leave a Comment

La Commissione europea ha pubblicato 18 ottobre 2017 la prima relazione annuale sul funzionamento dello scudo UE-USA per la privacy, il cui obiettivo è tutelare i dati personali di ogni europeo trasferiti a imprese negli USA a fini commerciali.

“La Commissione sostiene con vigore l’accordo sullo scudo per la privacy con gli USA, per rendere i trasferimenti internazionali di dati sicuri, a vantaggio delle imprese certificate, delle imprese, delle PMI europee e dei consumatori nell’UE. Il primo esame annuale dimostra il nostro impegno a creare un regime di certificazione solido, munito di un’attività di sorveglianza dinamica.”Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione responsabile per il Mercato unico digitale

“I trasferimenti transatlantici di dati sono vitali per la nostra economia, ma è necessario proteggere il diritto fondamentale alla protezione dati personali anche in uscita dall’UE. Il nostro primo esame mostra che lo scudo per la privacy funziona bene ma che esiste un certo margine per migliorarne l’attuazione. Lo scudo per la privacy non è un documento che giace in fondo a un cassetto, Si tratta di un accordo vivo che l’UE e gli USA devono monitorare attivamente per garantire la salvaguardia dei nostri elevati standard di protezione dei dati.”Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere

La Commissione stanti questi commenti premia complessivamente il lavoro delle autorità americane, ma non senza puntualizzare e raccomandare attenzione e miglioramenti.

Nel complesso la relazione mostra che lo scudo per la privacy continua a garantire un adeguato livello di protezione dei dati personali trasferiti dall’UE alle imprese partecipanti negli USA. Le autorità statunitensi hanno predisposto le strutture e le procedure necessarie a garantire il corretto funzionamento dello scudo per la privacy, come nuove possibilità di ricorso per i cittadini dell’UE. Sono state istituite le procedure per il trattamento dei reclami e per il controllo del rispetto delle norme ed è stata rafforzata la collaborazione con le autorità europee di protezione dei dati. Il processo di certificazione funziona correttamente: attualmente sono oltre 2 400 le imprese certificate dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. Per quanto riguarda l’accesso ai dati personali da parte delle autorità pubbliche statunitensi a fini di sicurezza nazionale, restano in vigore importanti garanzie sul versante USA.

La Commissione che rivedrà annualmente lo stato dello scudo e il rispetto delle norme da parte delle imprese americane chiede alcune Raccomandazioni per migliorare ulteriormente il funzionamento dello scudo per la privacy:

– un monitoraggio più proattivo e regolare del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti per verificare che le imprese rispettino gli obblighi imposti dallo scudo per la privacy; esso dovrebbe inoltre svolgere periodicamente attività di ricerca per reperire le imprese che millantano la partecipazione allo scudo per la privacy;
– una maggiore sensibilizzazione delle persone nell’UE circa le modalità con cui esercitare i loro diritti nell’ambito dello scudo per la privacy, in particolare sui modi per sporgere reclamo;
– una collaborazione più stretta fra i responsabili della privacy, ossia il Dipartimento del Commercio degli USA, la Commissione federale del Commercio e le autorità di protezione dei dati dell’UE, in particolare per quanto riguarda l’elaborazione di orientamenti destinati alle imprese e ai
responsabili della privacy;
– sancire la tutela per i cittadini non americani previste dalla direttiva presidenziale 28 (PPD-28) nel quadro del dibattito in corso negli Stati Uniti sulla riautorizzazione e la riforma della sezione 702 del Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA);
– nominare al più presto possibile di un mediatore dello scudo permanente nonché garantire la copertura dei posti vacanti presso l’Autorità per la tutela della vita privata e delle libertà civili (PCLOB).

Fonte: Commissione Europea
Press release

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